Campus 2008 - V° incontro nazionale sulla cittadinanza
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LABORATORI ARTISTICI

 
Edouard Sautai

LABORATORIO D’ARTE VISIVA
GIACOMO RAMBALDI, artista

Le radici saranno l’oggetto del workshop e allo stesso tempo la materia per la realizzazione del progetto. Da un ulivo bianco sradicato, segno di vita senza continuità con la terra, metteremo radici e le prolungheremo in cerca di contatti diversi, con l’utilizzo di materiali e colori differenti. Ognuno un proprio cammino, la propria radice, in rapporto con lo spazio e con le altre radici, formando intrecci che uniscono e ostacolano e come arterie nutrono e si nutrono.

Giacomo Rambaldi è un artista italiano che vive e lavora a Parigi. Master in Light Design allo IED di Milano, Basic Light presso Targetti a Firenze.

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Massimiliano Vannucci

LABORATORIO DI TEATRO
TANIA GARRIBBA, attrice

Intendo la parola “laboratorio” come possibilità per un gruppo di persone di incontrarsi e condividere un’esperienza. Dunque non tanto un luogo di trasmissione di una tecnica o di un sapere, quanto un luogo in cui porre domande, sollevare dubbi, riflettere, piuttosto che trovare risposte. Costruire una comunità temporanea che partecipa di un tempo per quanto breve, e di uno spazio collettivo in cui stabilisce le proprie regole di convivenza

Il lavoro sarà composto di una prima parte più fisica in cui attraverso una serie di giochi ed esercizi si prova a costruire il gruppo, a istaurare il contatto e la fiducia, insomma a istituire il patto per lavorare insieme. In una seconda fase il lavoro sarà più propriamente improvvisativo e compositivo attraverso alcuni accenni al lavoro sulla presenza scenica.

Tania Garribba si è formata attraverso laboratori teatrali condotti, tra gli altri da Pippo Delbono, Raffaello Sanzio Societas (Claudia Castellucci-Matera), Theatre du Soleil. Dal 1995 ha cominciato a lavorare stabilmente con la compagnia Liberamente di Napoli partecipando sia alla produzione degli spettacoli (Davide Iodice) che alle attività pedagogiche. Dal 2000 ha lavorato principalmente con Emma Dante (‘mPalermu); Lisa Natoli (La casa d’argilla); Pierpaolo Sepe (il feudatario). Dal 2008 ha preso parte in Francia a produzioni locali (Zebre Theatre). Ha lavorato per la radio (sala giochi- radio rai tre) e per il cinema (Salvatores).

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Massimiliano Vannucci

LABORATORIO DI INVENZIONE MUSICO-TEATRALE
PAOLO PALLANTE, musicista

"Veloce come la transizione tra il bene e il male: l'identificazione"- Prendendo spunto dalle ultime struggenti sequenze di un film passato alla storia, ma di cui non verrà appositamente proiettato il finale, il laboratorio si propone di mettere in scena quelle stesse sequenze con un nuovo finale che sarà il risultato del dibattito e della discussione fra i partecipanti al laboratorio.
I ragazzi che suonano utilizzeranno i loro strumenti, quelli che non suonano la voce o le percussioni o qualunque altra cosa. L'importante è che il "commento sonoro" sia "linguaggio" alla stessa stregua del dialogo. Bisogna sapere ascoltarsi, anche dialogando con linguaggi diversi, la musica e le parole, i gesti e la parola scritta. Un lavoro molto "democratico" in cui tutti dovranno poter avere riconoscimento del proprio punto di vista e delle proprie abilità, nel rispetto del "momento" dell'altro. Il dramma dell'assassino sarà il loro dramma. Magia del teatro e della musica dove impersonare qualcuno significa assumerne le colpe e i dolori, ma anche capirne le ragioni e i sentimenti.

Paolo Pallante Visita il sitoha lavorato come chitarrista e/o cantante con Eric Daniel, Antonello Salis, Antonio Marangolo, Toni Armetta, Orlando Jhonson, Tony Cerqua, Raul Scebba, Carlos Sarmiento, Mike Applebaum, Lucrezio De Seta, Ruben Chaviano, Mauro Ottolini, Alessandro Haber, solo per citarne alcuni. Ha suonato nei più svariati e importanti club di musica nell’arco degli ormai diciotto di presenza sui palchi italiani e in festival di grande rilievo.

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IMPORTANTE!
AD OGNI PARTECIPANTE E’ RICHIESTO DI PORTARE UNA MAGLIETTA NERA IN PIU’, SENZA SCRITTE E DI POCO VALORE E, A CHI SUONA, IL PROPRIO STRUMENTO MUSICALE.
Massimiliano Vannucci

LABORATORIO SULLA MEMORIA
ELISABETTA SALVATORI, attrice, autrice e regista

“Raccontare un paese, per imparare ad amarlo” - Il laboratorio sarà basato sul racconto orale. Raccontare è tramandare, custodire e far rivivere. Anche raccontando storie vissute da altri, storie d’amore, la storia di un paese, storie di dolori, di guerra, se sono storie intense, si provano brividi nostri, perchè alcune emozioni appartengono a tutti. Ricordare è appartenere. Ci racconteremo, aiutati da oggetti, con la protezione del teatro, dove il confine tra vero e romanzato si confonde. Ci racconteremo cercando di “darci”,cercando di fare entrare gli altri, mentre ci ascoltano, in un angolo della nostra memoria.

Elisabetta Salvatori Vai al sito, dopo gli studi artistici con il maestro Luciano Fabro, scopre il teatro e inizia a raccontare. Comincia con le “favole in valigia”, piccoli teatri viaggianti costruiti con le sue mani. Scrive e racconta fiabe per bambini ma anche storie per adulti. Le storie sono vere, raccolte intervistando, incontrando e documentandosi: “La Bella di Nulla”, la storia della bisnonna di Elisabetta intrecciata con altri racconti; “Scalpiccii sotto i Platani”, la storia dell’eccidio di Sant’Anna di Stazzema del 1944, intenso lavoro di teatro civile che continua a replicare in tutta Italia; e molte altre storie.

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IMPORTANTE!

SE POSSIBILE PORTARE QUALCHE FOTO DI PERSONE CARE, DI UN VIAGGIO, DI UN PAESE, DI QUALCOSA CHE NON C’E’ PIU’, DI QUALCOSA CHE GLI RICORDA... OPPURE QUALCHE OGGETTO LEGATO ALLA MEMORIA DI UN RICORDO.
E’ INOLTRE RICHIESTO DI PORTARE, A CHI SUONA, IL PROPRIO STRUMENTO MUSICALE.

Massimiliano Vannucci

LABORATORIO DI SCRITTURA FISICA CONCRETA
MONICA FRANCIA, danzatrice e coreografa

Il laboratorio è destinato a tutti coloro che, con o senza esperienza, vogliono sperimentare un allenamento fisico e sensoriale rigoroso che si oppone ai condizionamenti sociali che strutturano l’agire del corpo nella vita quotidiana di relazione, la duttilità di una ricerca sincera e crudele che persegue l’emancipazione del corpo, l’essenza del contatto, l’indipendenza relazionale e il ‘lasciar fluire’ emozionale.

Monica Francia è cresciuta negli stimoli della danza di avanguardia di New York alla fine degli anni ‘70; decide di percorrere un percorso originale di ricerca nell’ambito della danza contemporanea italiana. Da tempo sta sviluppando un’originale ricerca pedagogica che trova nel corpo il suo mezzo di applicazione e che sviluppa le capacità fisiche e sensoriali utili alla sfera creativa essenziale personale.

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Massimiliano Vannucci

LABORATORIO DI PARKOUR
APKI Associazione ParKour Italia

Il laboratorio prevede di alternare momenti di pratica attiva della nostra disciplina a momenti di dialogo e confronto in cui cercheremo di illustrare le origini storiche del parkour, come si è diffuso nelle Banlieue parigine (aggregando giovani di differenti estrazioni sociali ed origini) e di come abbia fatto uso di strumenti informativi quali internet, TV, musica e cinema per diffondersi nel mondo.”

Il Parkour Vai al sitoè l’arte di superare qualsiasi tipo di ostacolo, è un sistema di allenamento antico come l’uomo ed adattato agli spazi cittadini che si può riassumere con il semplice concetto di “muoversi da un punto all’altro nella maniera più rapida, sicura ed economica possibile, utilizzando tutte le capacità del corpo umano”. Di base, il Parkour è un metodo naturale per allenare il corpo umano ad essere capace di muoversi avanzando rapidamente, facendo uso dell’ambiente che è intorno a noi in qualunque momento. Questa ‘Arte dello spostamento’ non richiede nè strutture specifiche ne accessori per la sua pratica. Il corpo è l’unico strumento. E’ una disciplina atletica accessibile a tutti, perchè combina tutte le capacità naturali del corpo umano: correre, saltare, arrampicarsi... è uno sport che permette l’esplorazione delle potenzialità offerte dal tuo corpo.

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IMPORTANTE!
IL LABORATORIO E' APERTO SOLO AI MAGGIORENNI
Massimiliano Vannucci

LABORATORIO DI MUSICA INTERCULTURALE
MAXMABER ORKESTAR, musicisti

Il laboratorio affronterà le tematiche legate all'inclusione, all'integrazione, alla cultura ed alla religione. L'approccio a tali tematiche prenderà spunto a partire dai brani musicali appartenenti al repertorio tradizionale balcanico e ebraico dell'est europa per sviluppare un approfondimento sulle contaminazioni che attraversano e superano i confini e le divisioni linguistiche e culturali. Nel laboratorio verranno affrontate ed analizzate le diverse culture di cui i brani musicali proposti sono espressione e i partecipanti verranno coinvolti nell’esecuzione attraverso l’apprendimento di canti di tradizione (con attenzione anche all’aspetto fonetico dei testi) e giochi/esercizi legati all’uso di ritmi inusuali come i tempi dispari.

La Maxmaber Orkestar Vai al sito, formazione musicale italo-bosniaca, nasce nel 2003 a Trieste, città che da sempre rappresenta un luogo di scambio e di contaminazione tra genti e culture diverse. Accoglie e riunisce attorno a sé musicisti che guardano all’arte di strada come modello di ricerca musicale ed artistica, modello di espressione per “irrompere” in piazze, strade, feste popolari, teatri, festival, con la musica rigorosamente acustica dei propri strumenti e delle proprie voci in un viaggio attraverso la tradizione popolare del Mediterraneo e dell’Europa orientale. Il klezmer della cultura yiddish, la musica Rom e balcanica, in particolare le sevdalinke bosniache e i canti macedoni, fino alla Grecia, al Sud Italia e al Maghreb.

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IMPORTANTE!
E’ RICHIESTO DI PORTARE, A CHI SUONA, IL PROPRIO STRUMENTO MUSICALE
Massimiliano Vannucci

LABORATORIO DI COMUNICAZIONE E PUBBLICITA’
MANUELA COLOMBO/STUDIO OTTODESIGN

Il laboratorio utilizzerà i codici dell’attuale comunicazione pubblicitaria per rielaborarla e riscriverla. I ragazzi saranno ideatori e testimonial di una campagna sociale.

Manuela Colombo Vai al sito, dopo essersi laureata all’Isia di Urbino nel 1990, torna a Milano dove lavora per sette anni in varie agenzie di pubblicità come Art Director seguendo clienti come Artsana, Swatch, Fiat. Nel 1998 vola a Londra per imparare l’inglese e, dopo una brave esperienza in un piccolo studio di grafica, comincia a lavorare come Designer con Terence Conran. Qui cura l’immagine e la grafica di clienti come Lancome, Shiseido, The Conran Shop, e tutti i ristoranti Conran. Tornata a Milano con il desiderio di fare una grafica di stile anglossassone apre lo studio Ottodesign. Ad oggi ha lavorato per Aiko, Arclinea, I coloniali, Extè, Flou, Fratelli Carli, Intimissimi, Society, Somma e Toni and Guy. Si occupa di progetti editoriali no profit e di pubblicazioni per associazioni benefiche.

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